Le più belle auto, dalla Lancia Aurelia all’ultimo bolide Ferrari

Addio a Sergio Pininfarina

foto © Pininfarina

Se ne è andato, metaforicamente a bordo di chissà quale tra le tante auto a cui ha dato forma in oltre 50 anni alla guida dell’azienda di famiglia. Sergio Pininfarina è scomparso l’altra notte, aveva 86 anni.
Nel 1961 prende in mano le redini dell’officina artigianale fondata nel 1930 – in corso Trapani a Torino – dal padre Battista “Pinin” Farina. Stesso anno in cui la Presidenza della Repubblica approva la richiesta di cambiare cognome, unendolo al soprannome.
Nel 1967 l’azienda si trasferisce a Grugliasco e viene fondato il Centro di calcolo e disegno. Un successo dopo l’altro e, del resto, non poteva essere altrimenti visto il dna di questa realtà tutta made in Italy.

Da Parigi a al Moma di New York
Giusto vent’anni prima l’Italia viene lasciata fuori dal Salone dell’auto di Parigi del 1946. “Pinin” e il figlio Sergio non ci stanno: partono da Torino a bordo dei loro migliori prodotti: l’Alfa Sport 2500 e la Lancia Aprilia Cabriolet. Le parcheggiano di fronte ai padiglioni: «Ce diable de Farina a ouvert son antisalon personnel!», gridano i francesi… L’anno successivo la Cisitalia 202 SC viene acquisita dalla collezione permanente del Moma di New York: una “scultura in movimento”.

Foto © Pininfarina

Dalla Lancia Aurelia di Gassman alla Ferrari F12berlinetta
Chi disegna la Lancia Aurelia B24 utilizzata da Vittorio Gassman nel film “Il sorpasso” di Dino Risi se non Pininfarina? E negli anni successivi le Ferrari 250 GT, Testarossa, F40, F50 e la più recente e la più veloce e la più potente Rossa di tutti i tempi, la F12berlinetta (guarda la fotogallery)? Pininfarina! E, tornando un po’ indietro, la Ferrari Dino Berlinetta Speciale, la versione speciale della Lancia Stratos (nell’esemplare unico commissionato da un uomo d’affari tedesco) o l’Alfa Romeo Spider “Duetto”? E andando ancora avanti tante Maserati, dalla Quattroporte ai prototipi avveniristici? Pininfarina!

foto © Pininfarina

La torcia olimpica e tanti altri progetti
Le Olimpiadi invernali di Torino 2006 vedono Pininfarina disegnare la torcia olimpica. Ma l’azienda alla sua guida è da anni al vertice del design internazionale in campi lontani dall’auto. Dagli yacht agli interni fino agli accessori. Nel 2008 il figlio Andrea è vittima di un tragico incidente automobilistico. Il timone dell’azienda passa al fratello Paolo, Sergio è presidente onorario. Il lavoro va avanti, il contributo alla storia del design non si ferma.
All’ultimo Salone di Ginevra viene presentata la Cambiano, una delle più belle concept car ibride degli ultimi anni.

Non sappiamo su quale auto Sergio Pininfarina abbia immaginato di continuare la sua nuova strada. E neppure se abbia voluto essere accompagnato da una delle tante cariche ricoperte negli anni (cavaliere del lavoro, senatore a vita, parlamentare, presidente di Confindustria…). Di certo lascia a noi un grande patrimonio di insegnamenti e di successi, preziosa fonte d’ispirazione per un futuro – se possibile – ancora migliore.


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