SeaOrbiter, alta 51 m è una nave-sottomarino con centro ricerche

L’astronave che solca i mari

Foto © SeaOrbiter® / Jacques Rougerie

“Proprio come l’esplorazione dello spazio sta cambiando la vita dell’uomo sul pianeta,  l’esplorazione e la comprensione degli oceani rappresentano una delle maggiori sfide del XXI secolo”.
Naviga ma non è – per il momento, per il futuro chissà… – un super yacht, va sott’acqua ma non è un sottomarino, è pressurizzato (in parte) ma non va nello spazio. Con i suoi 51 metri di altezza, di cui 31 in immersione, è un grattacielo marino? Quasi ma non proprio…

L’idea
SeaOrbiter nasce come concept circa 12 anni fa dalla mente di Jacques Rougerie che in una concezione filantropica si pone a servizio con l’intento di portare l’uomo in “armonia con il pianeta”.
L’intero progetto è stato testato in Norvegia, a Marintek, uno dei centri al mondo più importanti del settore per valutare la sicurezza e la stabilità in mare. I lavori di costruzione dovrebbero iniziare entro la fine del 2012. Attualmente il modello di studio è esposto nel padiglione francese presso l’Expo 2012 a Yeosu, Corea del Sud.

Fino a 22 persone a bordo
Non è quindi un concept nato per stupire per l’insolito design, ma si pone invece come sentinella d’osservazioni oceanografica. Abbinato a osservazioni satellitari, il “resort” ospiterà un equipaggio internazionale di 18/22 persone: 10 di loro in pressione atmosferica e 8 acquanauti nell’area pressurizzata. La nave vedrà gruppi multidisciplinari di più campi di ricerca scientifica, contribuendo a sviluppare dinamiche trasversali per comprendere la complessità dei fenomeni naturali, marini atmosferici, climatici e biologici.

Foto © SeaOrbiter® / Jacques Rougerie

La  ricerca
Pur rappresentando il 70% della superficie del nostro pianeta, gli oceani sono ancora in gran parte sconosciuti. Quindi la sfida si muove verso una maggiore comprensione dei meccanismi che legano l’oceano e il clima della Terra. Il monitoraggio dell’inquinamento e gli studi sulle biodiversità saranno altri aspetti cruciali della spedizione. La sperimentazione riguarderà anche lo studio nei diversi habitat (spazio e sott’acqua) sulla fisiologia e la psicologia degli equipaggi confinati per lunghi periodi.
Grazie a sistemi di connessione con reti disatelliti , il SeaOrbiter servirà per un monitoraggio costante degli eventi più importanti sul piano climatico così da evitare o ridurre i rischi per le persone che vivono sulla costa ( 70% della popolazione mondiale).

Comunicazione e didattica
La Fondazione Jacques Rougerie sarà un sostegno finanziario ai programmi di istruzione, scienza e istruzione. Infine la possibilità di produrre programmi multimediali interattivi accessibile a tutti. La diffusione della spedizione attraverso una copertira  media-video-stampa-internet; mostre in musei, acquari, istituti oceanografici e centri del mare.

Dettagli
Le attrezzature per le misurazioni automatizzate consentiranno agli scienziati di analizzare campioni di acqua in situ. Telecamere, robot comandati a distanza via cavo effettueranno riprese fino a 600 metri di profondità. Una  struttura di 51 m di altezza verticale, fatta in alluminio riciclato. La parte emergente ospita l’apparecchiature di navigazione e di comunicazione. I sistemi propulsivi sono ovviamente a difesa dell’ambiente e mirano a sfruttare in massima parte l’energia eolica, solare e quella del moto ondoso.

Foto © SeaOrbiter® / Jacques Rougerie

Le partnership
Hanno già espresso interesse nel programma del SeaOrbiter la Microsoft, che dovrebbe entrare nella partnership per curare l’assistenza tecnica internazionale, web, attraverso il sistema cloud computing di Microsoft; Il National Geographic, partnership internazionale sulla comunicazione e la diffusione di contenuti editoriali in tutti i media del gruppo (si discute di un possibile impegno di 10 anni); Rolex, per il supporto finanziario internazionale e per la costruzione, il funzionamento e la comunicazione internazionale basato sull’esplorazione, l’istruzione e l’avventura nel mondo legata al mare (possibile impegno di 10 anni).
Nel prossimo futuro è già prevista la collaborazione con l’Istituto coreano per la ricerca oceanografica Kordi.  Questi, invece, i principali istituti e centri di ricerca internazionali con i quali è in discussione la collaborazione:  il Cluster marittimo francese: il World Ocean Network; l’UNESCO;  la CNES ; l’Agenzia Spaziale Europea e la National Oceanographic and Atmospheric Administration, la NASA (programma NEEMO) ed infine il Woods Hole Oceanographic Institution.

Claudia Ferrauto

LA SCHEDA
Altezza: 51 m circa
Immersione: 31 m
Dislocamento : 500 t
Persone: 18/22 ricercatori
Rilevamento dati : fino a 600 m sott’acqua


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